
“Wonderboom – l’asta alla fine del mondo” è un’asta, ma anche uno spettacolo cantato recitato e danzato, una performance e un vero e proprio happening. È una sfida, una relazione frontale e diretta, un gioco a premi, col pubblico. Lo spettatore sarà protagonista attivo e dalle sue scelte si trarranno le somme di tutta la serata. Ognuno dovrà metterci la faccia e dovrà mettere mano al portafoglio per qualsiasi cosa.
Wonderboom è un corteggiamento incessante fatto di aspettative tradite e ribaltate. È la messa in discussione di quello che siamo come esseri umani, oggi e qui, su quello che vorremmo essere, su quello che potremmo.
Attualmente in distribuzione.

“Del Bene, Del Male – la fine del mondo come non l’avete mai immaginata” è uno spettacolo sulla fine del pensiero occidentale. Sulla fine del mondo per come lo conosciamo. Sulla chiusura di un ciclo, di un’epoca.
Del Bene, Del Male è un esperimento teatrale di rito rinnovato. Sulla scena oltre ad un cast fisso, ad ogni replica, attraverso un laboratorio intensivo intitolato “Masteprieces” tenuto da Stefano Cenci e il suo staff, la drammaturgia cambia e si riformula, pronta ad accogliere le collaborazioni e il materiale umano e poetico che il territorio mette a disposizione, reclutando altre decine di persone, “players”, giocatori, professionisti e non; un’umanità pronta ad immolarsi in questo gioco catartico e liberatorio.

“Ofelia in quattro e quattr’otto” è una caustica, emozionante e ironica riscrittura di uno dei testi che hanno rivoluzionato la drammaturgia contemporanea: “4e48 Psychosis” di Sarah Kane. Una storia d’amore con suicidio.
Ofelia 4e48 è uno spettacolo in cui mondi paralleli si incontrano di tanto in tanto, come in uno zapping televisivo repentino di canale in canale; così repentino che il programma sembra sempre lo stesso e lo spettatore ha l’impressione di assistere ad un impazzito gioco di ruoli, inquietante e divertente al contempo. Sulla scena si alternano Ofelia e Amleto, Sarah e il suo medico, l’attrice e il regista, Elisa e Stefano, la follia e il raziocinio, l’arte e il sociale, l’inafferrabile delicata violenza della poesia e la pesantezza conservatrice, cinica e onnisciente del pragmatismo umano.
